Cosa si nasconde dietro il ruolo di vittima?
A prima vista, i narcisisti sono persone che cercano attenzione e ammirazione, che amano stare al centro dell’attenzione e che all’esterno trasmettono un’immagine di forza.
Ma chi entra in contatto più stretto con loro spesso ne scopre un lato fastidioso: si mettono al centro di storie di sofferenza.
Si lamentano di quanto siano incompresi, di quanto siano trattati ingiustamente e di quanto sia dura la loro vita.
Questo atteggiamento appare contraddittorio agli occhi degli estranei, perché come si concilia l’immagine di una persona orgogliosa, spesso arrogante, con quella di chi si mostra costantemente debole e ferito?
La risposta sta nella fragilità intrinseca dell’autostima narcisistica. Dietro la facciata di forza si nasconde spesso una persona che porta nel profondo un’insicurezza dolorosa.
Già durante l’infanzia molti imparano che, così come sono realmente, non sono all’altezza. Invece di mostrare questa insicurezza, si costruiscono una maschera.
Ma non appena emergono critiche o rifiuti, questa maschera rischia di andare in frantumi. In questi momenti i narcisisti assumono il ruolo di vittime per proteggere la loro fragile immagine di sé.
Perché è così difficile assumersi le proprie responsabilità?
Una caratteristica fondamentale del narcisismo è la grande difficoltà a riconoscere i propri errori.
Per le altre persone ammettere i propri errori può essere sgradevole, ma per i narcisisti rappresenta una minaccia esistenziale.
L’idea di aver sbagliato qualcosa tocca la paura profondamente radicata di non essere all’altezza.
Invece di affrontare questa paura, il narcisista ribalta la situazione. Si presenta come una vittima, non come il colpevole, ma come colui che subisce il torto.
Così la critica si trasforma in un attacco, dal quale sembra emergere come colui che è stato trattato ingiustamente.
Con questo ribaltamento di prospettiva, egli si sottrae alle proprie responsabilità e costringe al contempo chi lo circonda a giustificarsi.
Per i partner, gli amici o i colleghi, ciò significa che spesso iniziano essi stessi a dubitare di non essere stati forse eccessivi o ingiusti.
In che modo il ruolo di vittima influisce sulle relazioni?
È proprio nelle relazioni intime che il ruolo della vittima esercita il suo effetto più forte. Chi vive con un narcisista si rende presto conto che i conflitti sono praticamente irrisolvibili.
Ogni conversazione su un problema finisce con il narcisista che sottolinea quanto lui stesso stia soffrendo. Il partner, che inizialmente voleva solo esprimere un bisogno, finisce per apparire insensibile.
In questo modo, la responsabilità si sposta sempre più. Il partner si sente in colpa, si impegna di più e si adatta.
Nelle famiglie questo schema diventa ancora più evidente. I genitori narcisisti possono intrappolare i propri figli per anni in una rete di senso di colpa e pietà, sottolineando ripetutamente quanto si sacrificano e quanta poca gratitudine ricevono in cambio.
I bambini imparano presto che devono essere premurosi e alleviare la sofferenza del genitore. Questo schema plasma la loro autostima e spesso porta a difficoltà nel fissare confini sani anche in età adulta.
Anche nell’ambito lavorativo si osserva la stessa dinamica. Un collega o un superiore narcisista si presenta come colui che viene costantemente frainteso, sabotato dagli altri o trattato ingiustamente.
Le critiche al suo lavoro diventano così automaticamente un atto di ingiustizia, mentre la persona stessa rimane intoccabile.
Il ruolo di vittima è davvero sinonimo di vulnerabilità?
A prima vista si potrebbe pensare che i narcisisti, con il loro atteggiamento da vittime, mostrino il loro lato vulnerabile.
In realtà, però, raramente si tratta di sincerità autentica. La vera vulnerabilità significa assumersi la responsabilità dei propri sentimenti, esprimere onestamente le proprie paure e insicurezze e avere il coraggio di riflettere sui propri errori.
I narcisisti, invece, non sfruttano il ruolo di vittima per favorire l’intimità o la guarigione, ma come scudo protettivo e strumento di potere.
Mostrano una finta vulnerabilità che non contribuisce alla risoluzione dei conflitti, ma serve a mantenere il controllo.
Chi mostra compassione viene legato alla relazione, chi esprime critiche viene dichiarato colpevole.
In questo modo, il sistema di protezione interiore del narcisista rimane intatto, mentre l’ambiente circostante entra in un circolo vizioso di colpa e giustificazione.
Quali sono le conseguenze per l’ambiente circostante?
Per chi ha una relazione stretta con un narcisista, il continuo atteggiamento vittimistico può rappresentare un peso enorme.
Si sentono in dovere di alleviare la sofferenza dell’altro e sviluppano sensi di colpa quando esprimono i propri bisogni. Col passare del tempo diventano sempre più esausti, poiché dedicano le loro energie a essere premurosi ed evitare i conflitti.
Allo stesso tempo cresce la confusione, perché non riescono più a distinguere chiaramente chi sia effettivamente la vittima e chi il carnefice.
La situazione diventa particolarmente pericolosa quando il ruolo di vittima si combina con il gaslighting. In questo caso, il narcisista distorce la realtà a tal punto che l’interlocutore inizia a dubitare della propria percezione.
Un commento offensivo viene minimizzato, mentre la reazione del partner viene presentata come esagerata.
Alla fine non è più il narcisista a risultare il carnefice, ma l’interlocutore, che presumibilmente esagera costantemente.
Come si può rompere questa dinamica?
Il primo passo per affrontare il ruolo di vittima narcisistica è riconoscere lo schema. Finché si crede che si tratti di autentica vulnerabilità, si rimane intrappolati.
Solo quando diventa chiaro che l’atteggiamento da vittima è una strategia per mantenere il controllo e il potere, è possibile prendere le distanze interiormente.
È fondamentale non assumersi tutta la colpa e stabilire dei limiti. Ciò significa, nei conflitti, rimanere fedeli alla propria percezione e non lasciarsi turbare dai rimproveri.
Allo stesso tempo è necessario ricevere sostegno, sia dagli amici, sia attraverso il confronto con persone che hanno vissuto esperienze simili, sia ricorrendo a un aiuto professionale.
A volte la strada verso la libertà passa solo attraverso una chiara presa di distanza o l’interruzione dei contatti, quando la dinamica diventa troppo distruttiva.
Il ruolo di vittima come copertura e arma
I narcisisti si presentano costantemente come vittime, perché questo atteggiamento offre loro al tempo stesso protezione e controllo.
Protegge la loro fragile immagine di sé dal crollo e conferisce loro potere sul proprio ambiente. Il ruolo di vittima non è una vulnerabilità autentica, bensì una messinscena che suscita sensi di colpa e impone un legame.
Per chi sta fuori è una grande sfida capire questo meccanismo, ma è proprio lì che sta l’unica possibilità di liberarsi dal circolo vizioso.
Capire che dietro il ruolo di vittima non c’è una vera impotenza, ma un meccanismo calcolato, permette di sviluppare una sana distanza.
Solo così si può evitare di perdersi in un senso di colpa senza fine e di vedere la propria autostima crollare sotto il peso del dramma altrui.


